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Dall’estremo Oriente fino alle nostre tavole

L’origine della coltivazione di questo cereale è scarsamente documentata. Alcuni studiosi ritengono che fosse coltivato già intorno al VII secolo a.C. sull’Isola di Giava; altre tracce ci portano in Cina sulle rive del Fiume Azzurro intorno al IV secolo a.C.; altre ancora in India nel 1000 a.C. Quel che è certo è che da allora si diffuse in tutto il continente asiatico; dal Giappone al Medio Oriente, passando per l’Indocina e l’India.

Ma come è giunto il Riso in Occidente? Anche quest’aspetto è vivacemente dibattuto: non viene menzionato né in antichi documenti Persiani o Egizi, né viene citato dalla Bibbia. I Greci conobbero i metodi di coltivazione grazie alle campagne in Oriente di Alessandro Magno, ma non le adottarono mai in patria. I Romani lo conoscevano, ma non come alimento, bensì come preziosissima spezia utilizzata per preparare tisane, decotti digestivi e creme. Le matrone utilizzavano una crema a base di Riso per rendere la pelle più luminosa e morbida. La caduta dell’Impero Romano e l’abbandono delle campagne non permisero alla risicoltura di svilupparsi nel nostro paese.

Ancor maggiori sono le discordanze sulla coltivazione nei secoli bui del Medioevo. Secondo alcune fonti furono gli Arabi prima e gli aragonesi poi ad introdurlo nel Meridione. Secondo altre invece furono i crociati o i mercanti veneziani a farlo conoscere in Italia. Quel che è certo è che il Riso trovò il naturale habitat nelle zone paludose della Pianura Padana. Sempre maggiori aree vennero adibite a risaia, soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto.

La prima prova certa della coltivazione del Riso in Italia è una lettera del 1475 con cui Gian Galeazzo Sforza inviava 12 sacchi di riso al duca di Ferrara affinché ne sperimentasse la coltivazione nelle sue terre. Nei secoli successivi continue opere di bonifica e nuove infrastrutture idriche diedero un deciso impulso alla diffusione delle risaie, nonostante le resistenze delle autorità che consideravano tali zone ricche di acqua stagnante fonte di malaria.

La produzione italiana superò la concorrenza del Riso asiatico, che arrivò sui mercati europei dopo l’apertura del canale di Suez nel 1869, e le pesanti crisi che si susseguirono dal tardo ‘800 fino al secondo dopoguerra. Nella seconda metà del ‘900 iniziò un trend di crescita che portò l’Italia verso una posizione di leadership sul mercato europeo. Nel 1931 venne inoltre istituito l’Ente Nazionale Risi, al fine di tutelare tutto il settore risicolo: promuove il Riso italiano con campagne d'informazioni e concorsi, fornisce assistenza tecnica agli agricoltori e servizio di analisi e conduce azioni volte al miglioramento della produzione.

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